Coronavirus, Signorelli: è già pandemia

04 mar 2020

Bisogna evitare quelle forme che rendono più facile il passaggio di malattia, quindi gli assembramenti, le forme di contatto diretto che prevedono delle precauzioni che devono essere prese. Naturalmente queste misure devono essere commisurate poi alla fattibilità. Sono adeguate quelle adottate fino ad ora? Direi che fino a questo momento la linea era quella giusta. Adesso penso che si apra una riflessione, in questi giorni, in queste ore, per capire come continuare per garantire quello che la sanità pubblica chiede, cioè che si riducano le occasioni di contagio e quella che può essere l'applicabilità nel medio termine, di qualche settimana, di queste misure, perché alcune hanno un impatto piuttosto forte. Le posso chiedere se, secondo lei, la chiusura delle scuole è opportuna ancora per un altro lasso di tempo? Questa è una domanda molto difficile. Quello che possiamo dire è che… Sono aggregazioni, no? Le scuole. Le scuole sono delle aggregazioni. Non è soltanto il momento scolastico, ma è anche quello dei mezzi pubblici e quindi bisogna valutarla nel suo complesso. Quello che possiamo dire dal punto di vista epidemiologico è che in questo momento nei giovani, nei bambini e nei giovani gira poco la malattia, per cui quella popolazione, pur essendo aggregata, è la meno suscettibile. Siamo lontani dalla pandemia, professore? No, dal mio punto di vista, dal punto di vista della definizione siamo già in una fase di pandemia. Poi se l'OMS ha bisogno di criteri rigorosi e la dichiarerà fra qualche giorno va bene, però questa è di fatto una pandemia.

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