Coronavirus, strade di Napoli affollate per lo shopping

20 dic 2020

Una domenica del genere non avrebbe suscitato sorpresa l'anno scorso con fiumi di gente in strada e in coda davanti ai negozi per la corsa all'ultimo regalo di Natale. L'unica differenza è che molti, non tutti indossano correttamente la mascherina, ma il distanziamento è pura teoria e poco riescono a fare i controlli e le multe che pure ci sono in una situazione del genere. Non solo nel centro storico di Napoli, folla anche sul lungomare con ristoranti chiusi e a poca distanza da un blocco stradale dei ristoratori per il secondo giorno consecutivo. Destinatario della protesta è il presidente della Regione Vincenzo de Luca, che di fronte al ritorno in zona gialla per quattro giorni anche della Campania ha adottato misure più restrittive sulla ristorazione, tali da farla rientrare in zona arancione. Niente clienti ai tavolini, al bancone e niente bevande, caffè compreso, a partire dalle 11 del mattino. Solo acqua. Quello che ha spinto i ristoratori a protestare è anche la tempistica dell'ordinanza, quando ormai molti di essi avevano già fatto gli ordini e le prenotazioni. Il blocco è stato rimosso dopo la convocazione di un tavolo in regione. Siamo gli unici chiusi in questo momento, siamo gli unici che fanno il tracciamento delle persone presenti all'interno delle aziende e quindi è una grande contraddizione. Non ha paura della pandemia che comunque è in corso? Noi applichiamo un protocollo studiato e che non ha portato nessun caso di cluster, di focolai e quindi non abbiamo paura. D'altra parte, vedendo tante persone per strada, penso che sia meglio tenerle in sicurezza nei locali che lasciarle per strada ad assembrarsi con le file all'esterno dei locali.

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