Coronavirus, Torino tra piazze vuote e preoccupazione

11 mar 2020

“Non possiamo pensare che serva un poliziotto o un carabiniere che ti dica che devi rispettare le regole, ad esempio rispettare il metro dentro a un negozio. Noi stiamo facendo i controlli, però dipende veramente da noi. Dobbiamo assumerci quel pezzetto di responsabilità.” E i torinesi lo stanno facendo. La città vista dall'alto mostra una comunità che va avanti, ma camminando e non correndo come prima. Alle fermate di tram e autobus le persone mantengono la distanza di sicurezza. La metropolitana è deserta. Negli ultimi giorni gli utenti si sono ridotti del 60% e, in effetti, i vagoni sono semivuoti. Qui non è difficile stare lontani almeno un metro. “Prendi tutti i giorni la metro?” “No, quando posso la evito. Oggi, invece, è il mezzo migliore.” “Preferisco stare seduta in un angolino, evitare di avere contatto con qualunque oggetto.” Risaliamo in superficie in piazza San Carlo, difficile vederla così vuota a metà mattina. Un presidio dei Carabinieri vigila che non ci siano assembramenti, ma più che altro dispensa informazioni ai cittadini che hanno dubbi su che cosa possono o non possono fare. Pochi passi più in là anche Piazza Castello è un palco senza attori. Il Piemonte è pronto ad un'ulteriore stretta sulle misure d'emergenza. Le code sono solo davanti alle farmacie. Gli altri negozi sono vuoti oppure chiusi. Qui siamo in via Po, cuore pulsante della città, una strada dello shopping e, nonostante questo, qui almeno l'80% dei negozianti ha deciso di tenere le saracinesche abbassate, almeno fino al prossimo 3 aprile. “Sembra un videogame, però non ci sono gli zombie, ma ci siamo noi che ci preserviamo. Fa effetto!” “Un pochino fa paura perché è una situazione che non pensavo di vivere mai. In 30 anni non pensavo potesse succedere una cosa del genere.” “Aspetteremo, non c'è altro da fare. Tenere compagnia al sole e tenere compagnia alla natura. Questo è quello che conta.”.

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