Coronavirus, Vaia: in Rsa del Lazio intervenuti con saggezza

19 apr 2020

I numeri erano e sono ancora più confortanti. Questo significa entrare nella fase 2. La regione Lazio ha messo in campo una grande proposta, un grande progetto che sarà il più grande database italiano: oltre 300 mila soggetti verranno sottoposti a uno studio di siero prevalenza. Cominceremo per primi, qui allo Spallanzani Nelle prossime ore nella popolazione sanitaria e poi nelle forze dell'ordine. In casi di positività noi dovremmo poi effettuare il tampone a soggetto. Nelle prossime ore partiremo qui dallo Spallanzani, partiranno queste uscher, queste unità mobili, composto da un equipaggio di medici più infermieri che andranno a domicilio delle persone o, tipo drive in, in alcune aree di raccolta o ancora nelle case di riposo, in case alloggio per anziani, nelle RSA che come tutti sappiamo, sono in questo momento all'attenzione, andranno a fare il test di sieroprevalenza. Cosa risponde a chi dice che nel Lazio, al pari della Lombardia, si sarebbe facilitato il contagio nelle residenze dedicate agli anziani? Mi astengo da qualsiasi tipo di commento politico. Non è una mia competenza. Posso dire che quando si è verificato, voi di Sky siete stati i primi a registrarlo, quando si è verificato nel Lazio che la diffusività del virus era niente affatto capillare nel cuore dell'area metropolitana, cioè della città, ma avveniva tutto quanto intorno alla città. Avveniva per cluster, quindi avveniva in alcune realtà diciamo di istituti religiosi, case di riposo, ci siamo mossi, secondo me, con tempestività, con saggezza e con capacità. Cosa si può fare, si deve fare, per scongiurare un'eventuale seconda ondata di contagi? Mantenere questo nostro clima di serietà e di serenità da parte dei cittadini, cioè lo stare a casa in questo momento, attuare le misure igieniche di salvaguardia individuale e ancora la terapia è, come dire, la prevenzione più importante. È cambiato il vostro approccio terapeutico? Assolutamente sì, stiamo sperimentando. Abbiamo iniziato con alcuni antivirali all'inizio, abbiamo continuato con altri, diversi antivirali accompagnati a terapia antinfiammatoria e quindi in questo momento si sta anche verificando quali sono i farmaci più giusti anche per evitare, per esempio, la vasculite, che è l'infiammazione di tutta la parte vascolare che si accompagna anche alla fibrosi massiva che è all'interno del polmone.

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