Coronavirus, Venezia di notte deserta e malinconica

10 apr 2020

Le gondole ormeggiate e coperte, cullata dalla dolce marea di aprile. A vegliare sulla città più bella del mondo, un'insolita grande luna la cui luce le cambia radicalmente volto. Venezia di notte diventa il palcoscenico silenzioso di un’atmosfera senza tempo. Il centro storico è deserto come mai accaduto prima, quasi spettrale. L'emergenza coronavirus ha spento la città lagunare. Nelle piazze il silenzio è surreale, disturbato solo dal passaggio, di qualche imbarcazione di servizio. Il viavai di turisti, con i loro rumorosi trolley sembra lontano anni luce. Così come la confusione nei negozi di Rialto. Piazza San Marco, ricorda una grande e meravigliosa cartolina, un paesaggio incantato, quasi da fiaba. Camminare per Venezia, in queste notti di chiusura totale, assume una sfumatura magica. La basilica di San Marco, Palazzo Ducale e la Torre dell'orologio, sembrano dormire un sonno profondo. Le serrande abbassate dei negozi e dei locali storici assomigliano a tanti piccoli occhi chiusi. Gli occhi di una città che riposa, stanca, dopo decenni di frenesia, turismo di massa e spesso maltrattamenti.

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