Coronavirus, Vespignani: numeri testimoniano buon lavoro

25 feb 2020

Se si passa in un giorno da un caso a poi 5 e poi 200 si pensa che l'epidemia stia progredendo in maniera devastante. In realtà questi casi sono il frutto del lavoro di tracciamento dei contatti, quindi, poi, di analisi che vengono fatte sulle persone che sono state esposte al virus e quindi vanno a trovare anche casi che in realtà sono dei giorni passati, quindi uno va a ricostruire una storia dove ci sono stati, fino a questo momento, 220 e oltre contagi, ma non è che sono avvenuti in 3 giorni, perché questo potrebbe spaventare il pubblico. Il buon lavoro di tracciamento dei contatti è quello che fa uscire fuori questi casi che già esistevano. Da una parte l'asintomaticità di alcuni casi è una buona notizia ed è una buona notizia per i pazienti, per il fatto che poi c'è un enorme numero di persone che non hanno sintomi o hanno dei sintomi molto lievi, quindi, poi anche tutti i conti che facciamo sul tasso di mortalità eccetera, vedrete che saranno rivisti per via della comprensione di questo modo di agire del virus. Allo stesso tempo, però, questi asintomatici sono proprio quelli che creano problemi nella diffusione del virus, perché sono le persone da cui, ogni tanto, magari in maniera più rara, però si prende l'infezione senza poterci difendere, passano ai controlli della temperatura agli aeroporti, magari infettano persone, anche loro in maniera lieve, e iniziano ad avviare queste catene che, ovviamente, rimangono sotto il radar di qualunque sistema di sorveglianza proprio perché non c'è il modo di osservarle, fino a che non arrivano a colpire persone che magari hanno, appunto, comorbidità, ovvero, problemi pregressi di salute, quindi si aggravano fortemente. Quello che, probabilmente, stiamo vedendo in Corea del Sud, in Giappone e in Iran sono situazioni che sono cominciate con con persone che hanno introdotto malattie in quei paesi con sintomi molto lievi, che possono essere realmente confusi anche con il semplice raffreddore.

pubblicità