Coronavirus, viaggio nei cantieri riaperti dopo il lockdown

10 giu 2020

Cantieri ormai in piena attività a Milano. Secondo l'Istat, durante lockdown oltre il 60 per cento degli addetti all'edilizia è rimasto inattivo, ora, tutto il settore si è riorganizzato, prima regola per tutti: seguire le regole. Per favorire il distanziamento sociale, prevedono la rimodulazione degli spazi di lavoro e delle fasi di produzione, piani di turnazione dei dipendenti, attraverso orari flessibili, oltre che, ovviamente, l'utilizzo delle mascherine e la ventilazione dei locali chiusi. Alcuni cantieri di opere pubbliche essenziali non hanno mai chiuso, altri solo per pochi giorni, come quelli per la nuova linea della metropolitana. La macchina, qui, non si è fermata mai, abbiamo abbiamo dato il massimo per poter proseguire quelle attività. Aumento dei costi, aumento dei tempi di produzione. Diciamo che gli apprestamenti sanitari che abbiamo messo in atto hanno un'incidenza di costi, di circa il 15 per cento in più sul costo personale. Sui tempi? Analogamente, sui tempi per l'esecuzione dell'opera. Qui, siamo ben oltre i protocolli, perché abbiamo attivato anche una serie di tecnologie, le più moderne possibili per difenderci dall'epidemia, dai termo scanner per la misura della temperatura corporea ai tunnel sanificanti per i lavoratori che operano in galleria. Questo, lo vedete, è uno dei tanti cantieri della Linea 4 della metropolitana milanese, è aperto, è rimasto aperto per tutto il periodo del lockdown, tranne una sola settimana. È il classico esempio di come, spesso, un cantiere di un'opera pubblica diventi anche un cantiere archeologico, perché è stato trovato, proprio qui, un muro di epoca medievale che faceva parte del complesso dell'argine del Naviglio che passava proprio qui, in Via de Amicis. E qui, siamo al cantiere dell'anfiteatro Romano di Milano, dietro, alle mie spalle, tutta la zona del parco archeologico, i radiali, qui, dietro di me, da cui partivano le gradinate dell'anfiteatro. Ebbene, potete immaginarlo, qui di problemi di distanziamento sociale ce ne sono veramente pochi, perché gli spazi sono molto larghi. Tornano in pista, dunque, anche i cantieri di restauro. Qui, siamo alla Basilica di San Lorenzo Maggiore, dove si stanno ormai ultimando i lavori agli affreschi e ai mosaici della Cappella di Sant'Aquilino. Nella cripta, si vedono le fondamenta costruite con la stessa pietra, di epoca romana, dell'anfiteatro e del muro medioevale appena scoperto con gli scavi per la metropolitana. Muro che lì non può rimanere, visto che si deve fare spazio alla Stazione della Linea 4. L'idea è quella di smontarlo e rimontarlo in un luogo protetto, il Parco dell'Anfiteatro. Il Parco dell'Anfiteatro, dove sono in corso i lavori, tantissimi ritrovamenti. Potrebbe diventare anche un posto per rappresentazioni? L'Arena, appunto, sarà dedicata, sarà utilizzata per la rappresentazione e il tutto, quello che manca, quello che non abbiamo ritrovato, sarà completato con il verde, proprio a ricreare l'orma, l'impronta di questo anfiteatro perduto e l'idea di questo spazio, nell'invaso, che si concentra tutto nell'arena, dove si svolgevano spettacoli di sangue. Adesso noi pensiamo a spettacoli teatrali in un contesto di archeologia green, verde.

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