Corruzione, arrestati sindaco Villa S. Giovanni

18 dic 2019

Un quadro desolante per gli inquirenti, in cui i pubblici amministratori, sistematicamente asservivano la funzione a gruppi privati per avere prebende. Assunzioni, cene e sconti in cambio di appalti e benefici concessi alla Caronte & Tourist, innanzitutto, il colosso che gestisce l'attraversamento dello Stretto di Messina, che in quegli amministratori trovava la sponda per i propri affari. Un sistema consolidato purtroppo, dell'Ufficio tecnico di Villa San Giovanni che purtroppo aveva pervaso di una visione personalistica di scambi di favori in favore di imprenditori, coinvolgendo poi anche l'Amministrazione comunale e il sistema politico della città nel suo complesso. Il Comune è Villa San Giovanni, dominus del sistema il capo dell'Ufficio tecnico ingegnere Francesco Morabito, vicenda centrale è quella di un piazzale dell’Anas su cui la società di trasporto, aveva realizzato biglietterie e altre opere senza averne titolo, ma solo per avere offerto a Morabito l'assunzione del figlio e del suo braccio destro. Stesso modus operandi, anche per altri appalti con altri imprenditori. Anche il sindaco Giovanni Siclari, avrebbe avuto un ruolo come interlocutore diretto del Presidente della holding Antonino Repaci. “Pur consapevole dell'illegittima occupazione del suolo Anas, il primo cittadino avrebbe fatto pessare la sua influenza politica per ottenere dalla Caronte indebiti vantaggi e quindi un ritorno politico elettorale”, scrive il GIP. In manette sono dunque finite 11 persone, tra cui, appunto, lo stesso Sindaco per corruzione, turbativa d'asta, falso e altri reati. Per Morabito è scattata anche l'aggravante mafiosa, sarebbe stato l'uomo di riferimento del clan Bertuca al Comune.

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