Corruzione, commissariata Avr spa, politici indagati

09 giu 2020

Un rapporto di stabile e oggettiva agevolazione tra i bracci operativi della società nel reggino ed esponenti della ndrangheta da un lato e un continuativo rapporto sinallagmatico con membri della pubblica amministrazione, dall'altro in un do ut des che serviva a tutti, ai politici per accrescere il consenso, all'azienda per avere più commesse. La AVR Spa galassia imprenditoriale da 200 milioni di euro annui e 2500 dipendenti finisce nel mirino di Carabinieri e Procura di Reggio Calabria, che indaga, per corruzione e altri reati, l'amministratore delegato, alcuni dipendenti e una cospicua serie di politici calabresi. 13 persone in tutto, rei, per gli inquirenti, di aver usato l'azienda e i soldi pubblici per i propri scopi di denaro e potere. Nomi eccellenti in Calabria come il Vicesindaco della Città dello Stretto, Armando Neri, alcuni Consiglieri comunali e della Città Metropolitana, l'ex Sindaco di Taurianova, Fabio Scionti e anche un Assessore regionale, Domenica Catalfamo. Per lei un ruolo di mediatrice tra le indebite pretese dei politici e i vertici della società, per i cui interessi sbloccava pratiche, naturalmente in cambio di vantaggi anche futili per sé e altri. Operante nella raccolta e smaltimento rifiuti in Italia e all'estero e nella costruzione e manutenzione stradale. Tra gli appalti: le autostrade, la segnaletica di aeroporti di Roma, AVR, subiva le pressioni dei politici per assunzioni clientelari e dava subappalti a imprese dei clan. E così ora finisce sotto amministrazione giudiziaria con la sua controllata ASE. Coinvolto, ma non indagato, anche un deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, che da assessore di un comune aspromontano avrebbe ottenuto dalla società un appalto per un imprenditore a lui vicino.

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