Una conversione vera la sua, morale, religiosa. La storia di un killer mafioso agli ordini dei fratelli Graviano del quartiere Brancaccio di Palermo, poi detenuto e infine collaboratore di giustizia. Gaspare Spatuzza, il pentito di tutti i pentiti, che più volte ha dichiarato di aver incontrato la misericordia di Dio, è un uomo libero oggi, ha 59 anni, dopo 26 trascorsi fra carcere e domiciliari. Per la Giustizia ha fatto tutto quanto era in suo potere per far emergere la verità sulla strage di Via D'Amelio dove morì il giudice Borsellino con gli uomini della scorta. Ha confessato il suo ruolo negli attentati del '92 smascherando il falso pentito Vincenzo Scarantino e i depistaggi su quei tragici eventi. Le sue dichiarazioni sono servite anche a mettere sotto accusa Matteo Messina Denaro. Arrestato nel '97 e condannato per le stragi di Roma, Firenze e Milano, per l'omicidio di Padre Pino Puglisi e per il sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, dopo 11 anni di carcere duro aveva deciso di aprirsi con i Magistrati. La libertà condizionale è arrivata dopo che un anno fa gli era stata negata dal Tribunale di Sorveglianza di Roma, poi annullata dalla Cassazione alla quale Spatuzza si rivolse attraverso il suo legale. E ora, di nuovo, il verdetto, di senso opposto, con il parere di tutte le Procure Antimafia interpellate.























