Covid, 100mila morti: la storia del "medico di tutti"

08 mar 2021

Le sue 3 più grandi passione erano la barca, la musica e le automobili. Questo era uno dei programmi di Radio Castelvetrano, radio fondata da mio padre verso la fine degli anni 70 in Sicilia e questa era la sua voce. Mio padre a Bergamo era conosciuto come il dottore che curava tutti, aveva 65 anni appena compiuti, a marzo come tanti altri, forse troppi qui nella bergamasca, è stato colpito dal covid ed è stato uno di quelli che che non ce l'ha fatta. Da un po' di giorni aveva iniziato a mangiare da solo, a dormire in una stanza diversa dalla camera da letto per evitare di trasmettere qualcosa a noi perché andando in ambulatorio, visitando pazienti, preferiva tenere un po' le distanze. Gli avevo scritto a mio padre, gli avevo chiesto come va, tutto a posto, come ti senti? Lui aveva risposto come al solito suo con ironia aveva scritto un po rotto. Quindi è rimasto a casa, si è messo a letto fino a quando gli ho detto, ascolta, bisogna che qui tu vada in ospedale, non rispondeva nessuno, sono stata quasi un'ora al telefono cercando di contattare il 112, 118, insomma, niente. Sono stata io a dire io lo metto in macchina e lo porto. Perché mio padre poi continuava a mandare ricette, a seguire i pazienti anche dall'ospedale. Diciamo dal reparto alla subintensiva all'intensiva e poi a essere intubato, il tutto in una settimana. Come vedete la casa vuota perché la casa è stata venduta e abbiamo dovuto quindi riorganizzarci a livello familiare, io per esempio con il lavoro ho dei grossi problemi, sono fermo da un anno. Quando si dice questi medici sono stati degli eroi, io dico che non sono stati degli eroi, sono stati mandati allo sbaraglio, letteralmente. Per l'esattezza a mio marito hanno dato 13 mascherine e adesso vi metterete a ridere, un camice monouso. Se fai il medico e lo fai in scienza e coscienza, si dice, non puoi rifiutare la visita a uno che sta male. Vedo persone che dicono adesso siamo stati chiusi in casa un anno, adesso basta, voglio tornare a vivere, si, ma non lo decidi tu, lo decide un virus.

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