COVID-19, riaprono i confini europei. Cina dentro, Usa fuori

28 giu 2020

Riaprono le frontiere esterne dell'Europa dopo mesi di allerta per l'emergenza sanitaria Covid-19, ma non tutti potranno entrare. La data di ripartenza del flusso verso il continente è quella del primo Luglio, ma la parola chiave rimane sempre una: prudenza. A rimanere fuori saranno infatti i cittadini degli Stati con il più alto numero di contagi. Tra questi Stati Uniti, Russia e Brasile. Ammessi invece i Paesi in cui la situazione epidemiologica è migliore o simile a quella dell'Unione europea. Benvenuti quindi australiani, canadesi e giapponesi. Nella lista dei sì c'è poi anche la Cina, a cui i 27 membri autorizzano l'ingresso ad una sola condizione. Gli spostamenti dovranno essere reciproci. La superpotenza dovrà quindi lasciare entrare a sua volta i cittadini europei. Via libera poi ad altri Paesi asiatici, tra cui la Corea del Sud e la Thailandia. Ammessi anche alcuni vicini continentali, come Montenegro e Georgia. La bozza però non si chiude qui e tra gli autorizzati ci sono, allo stesso modo, Algeria, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, ma anche Serbia, Tunisia, Uruguay. Si divide così la lista tra Paesi esclusi e Paesi ammessi, che si fermano per ora a 15 nazioni. Lista in attesa di conferma dalle capitali, che dopo le sessioni dei 27 ambasciatori dovranno decidere entro il 30 Giugno chi accogliere e chi invece no, con un voto a maggioranza qualificata. L'elenco dei Paesi da riammettere però non si chiude dopo il voto. Bruxelles dovrà infatti rivalutare la lista degli esclusi e degli inclusi ogni due settimane, monitorando costantemente lo stato di avanzamento della pandemia, sempre però tenendo a mente l'obiettivo principale. Tutelare la salute dei cittadini europei.

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