Covid, a Napoli proteste contro le restrizioni

26 ott 2020

Un corteo per le strade centrali del Vomero, quartiere residenziale di Napoli, a manifestare sono i cittadini e i commercianti che chiedono sussidi e tutele, scuole in presenza e aiuti concreti per le attività, un migliaio in tutto, si vede qualche fumogeno e un gruppo ristretto di manifestanti continua oltre l'orario consentito. Le misure messe in atto dal Governo per contrastare l'aumento dei casi di contagio preoccupano anche i ristoratori e baristi, che ora devono abbassare le serrande alle 18:00. Per noi sarà un'ulteriore botta commerciale che ci ridurrà ancora di più quello che sono i nostri introiti, considerando che però non è tanto il fatto di stare chiusi ma il problema sono le persone in giro che ormai sono terrorizzate. Sulla nostra attività sicuramente avrà un impatto pesante perché lavoriamo molto con la clientela dal vivo, non avendo neanche un sistema di delivery purtroppo ne risentiamo molto. Manifestazioni e cortei affollano le strade di Napoli e non solo, da ormai diversi giorni, mentre la Campania conta 2590 casi di contagi nelle ultime 24 ore, su quasi 17000 tamponi effettuati. Le scuole resteranno chiuse, rappresentano il primo veicolo di contagio per il Presidente della Regione Vincenzo de Luca, è confermato il divieto di spostamento tra le province, è consentita la consegna a domicilio, resta l'obbligo di rientrare entro le 23:00 secondo quanto stabilito dall'ordinanza firmata dal Presidente della regione. E mentre sono allo studio misure per la giornata di commemorazione dei defunti, due comuni della provincia di Caserta, Marcianise e Orta di Atella sono stati dichiarati zona russa fino al 4 novembre.

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