Covid, al via in Alto Adige il primo screening di massa

20 nov 2020

Un censimento che scommette tutto sulla responsabilità individuale, il primo in Italia. Alto Adige zona rossa, un virus che da settimane è esploso e mette a dura prova le strutture ospedaliere e le terapie intensive di una provincia che, grazie alla sua autonomia, ha anticipato le misure restrittive dell'ultimo Dpcm. Lo screening di massa punta a testare circa 350 mila altoatesini, altoatesini, attraverso un test rapido, il cui risultato sarà comunicato via SMS in un'ora, con un obiettivo preciso: poter introdurre delle misure che consentano di ridurre e appiattire la curva attuale dei contagi, che ormai giornalmente facciamo registrare. Circa 700 nuove infezioni. E di individuare, le persone che più possono costituire un rischio per la diffusione dell'infezione nel territorio e quindi poter calibrare meglio poi le azioni, anche a un livello locale di maggiore dettaglio. Rispetto alla partecipazione dei cittadini. Quali sono le vostre aspettative? Abbiamo visto in questi giorni di preparazione di questa campagna di screening, una grande partecipazione e siamo sicuri che questo verrà confermato in questi tre giorni, perché credo che tutti abbiano compreso veramente l'importanza di fare il possibile per ridurre questo rischio. Il costo dell'operazione è di 2,6 milioni 6 euro a test. A disposizione nelle 180 strutture, perlopiù palestre sparse su tutto il territorio. L'organizzazione coinvolge oltre 400 persone del personale sanitario, sostenuto dai volontari della Croce Rossa e dalla Protezione Civile, dettaglio che ha fatto discutere, e non poco, l'obbligatorietà del test per presentarsi al lavoro.

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