Covid, Alzano Lombardo ricorda le sue vittime

23 giu 2020

Il mio papà è stato ricoverato nell'ospedale di Alzano l' 8 marzo dopo una settimana di febbre e una leggera tosse, viene sottoposto agli antivirali però poi muore dopo qualche giorno, il 13 marzo. Ma perché si è intervenuti troppo tardi secondo lei? Secondo me si. Cristina ricorda così gli ultimi giorni di vita di suo padre Claudio, il ricovero in ospedale per una polmonite. La speranza di rivederlo a casa presto. Poi solo telefonate con i medici e nessun saluto, non un abbraccio con il genitore nei momenti più dolorosi. Lei, come tanti altri familiari che hanno perso i loro cari, è qui ad Alzano Lombardo, seduta su queste gradinate dello stadio cittadino per il giorno della memoria delle vittime del coronavirus, è stata celebrata una messa per i defunti e per non dimenticare quello che è accaduto negli ultimi mesi nel Paese bergamasco, epicentro, con il vicino Nembro, dell'epidemia. Il sindaco della piccola cittadina di poco più di 13000 abitanti ha voluto dedicare il giorno del solstizio d'estate i giorni più bui di Alzano, alla notte più lunga che ha portato via tante vite umane e i segni ci sono ancora, la rinascita è difficile, ma si può tornare a rivedere la luce. E' davvero tutto molto, molto difficile qualsiasi azione che pensiamo, programmiamo deve avere dietro tanta organizzazione ed una grande fatica. Si è aperto un mondo nuovo che dobbiamo ancora capire, interpretare. La cerimonia è stata dedicata ai 139 alzanesi che hanno perso la vita a causa del covid 19, per ogni defunto è stata prevista la presenza di 5 persone fra familiari e amici. Per le vie del cuore della città, la gente passeggia, respira di nuovo l'aria della libertà. Ma la paura non è passata. E' un segno che rimarrà sempre, per tutti noi, credo, questa cosa che ci ha colpito chi più chi meno, chi ha perso qualche parente caro. Sono mancati tanti clienti, la differenza si vede perché prima c'era una grande libertà di poter fare come potevi, sederti come potevi, invece adesso tutti chiedono possiamo sederci in 4, possiamo unire i tavolini, chiaramente si deve dire di no, anche se sono ragazzi, state belli distanziati, tutti. Sembra quasi che abbia perso la libertà. Si poteva fare qualcosa di più per evitare tutto questo? Nessuno pensava una cosa del genere all'inizio, era quello, perché a saperlo con il poi si facevano altre cose, però all'inizio è stato...un po' di sbagli son stati fatti, andare a prendere chi è difficile.

pubblicità

Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui.