Covid, assenteismo al 65% al Trivulzio

09 lug 2020

Assenteismo straordinario e mancanza di dispositivi di sicurezza sono le conclusioni cui è giunta la commissione di verifica sulla gestione della pandemia all'interno del Pio Albergo Trivulzio. Un fenomeno grave, quello dell'assenteismo, che mi sembra distonico rispetto a come la gran parte degli operatori sanitari ha lavorato in questa emergenza, ha commentato il direttore generale della sanità lombarda Marco Trivelli. Dipendenti assenti non per paura, ha aggiunto il presidente della commissione, Vittorio Demicheli, che sottolinea la mancanza di mascherine nel primo periodo dell'emergenza. Sicuramente i dispositivi di protezione individuale erano, non erano sufficienti per darli anche ai visitatori per capirci e hanno adottato una tattica di razionamento, quindi hanno deciso di darlo alle strutture a maggior rischio di contagio. La relazione fa giustizia del grande lavoro svolto dal Pat, hanno commentato i vertici del Pio Albergo Trivulzio. Conclusioni che stridono con quanto denunciato da alcuni dipendenti nei mesi dell'emergenza e che non piacciono neanche ai parenti delle vittime. Ci sono diverse categorie oltre la lista che hanno fatto. Quelli lasciati a casa per sospetto Covid da sintomi e solo dopo un mese a loro veniva fatto il tampone e poi c'è la seconda categoria che non avevano nessun motivo per metterla in malattia per sospetto Covid. Sono le stesse persone che hanno denunciato la mancanza di dispositivi all'interno del Pat durante il periodo Covid. Esprimiamo profonda delusione per i risultati della Commissione, ha commentato Alessandro Azzoni, presidente dell'Associazione Felicita, che mette insieme i familiari delle vittime del Pio Albergo Trivulzio. Notiamo come siano completamente assenti i contributi forniti ai parenti delle vittime ha poi aggiunto. Se davvero c'era un assenteismo del 65 per cento allora significa che mentivano quando a noi dicevano che andava tutto bene, ha poi concluso. Intanto vanno avanti le indagini della Procura di Milano che ha iscritto nel registro degli indagati il direttore generale della struttura con l'accusa di epidemia colposa e omicidio colposo.

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