Covid, controlli negli allevamenti di visoni

10 nov 2020

Il mio allevamento attualmente ho 3400 capi di visone, dopo che è scoppiato il caso in Danimarca non è cambiato un granché, nel senso che tutte le pratiche di biosicurezza che venivano applicate fin dall'inizio della pandemia Covid, quindi questa primavera, sono tuttora applicate, probabilmente c'è un pochino più di, ci sentiamo un pochino più sotto pressionee attenzione per via delle notizie ovviamente. C'è anche l'Italia tra i 6 Paesi che hanno segnalato casi di Covid negli allevamenti di visoni, questa la comunicazione dell' Oms, in Danimarca, dove è scattato l'allarme per la mutazione del virus in questi animali, è stato ordinato l'abbattimento di tutti gli oltre 15 milioni di capi. Sicuramente la preoccupazione c'è, pur essendo una situazione completamente diversa dagli altri Stati, vediamo, specialmente, Danimarca, primo per il numero di animali allevati, 100.000 animali, probabilmente anche meno, in tutt'Italia. La distanza tra gli allevamenti e il fatto che siamo da tempo sotto controllo. Vengono effettuati dai tamponi sugli animali, per quanto riguarda gli allevatori veniamo testati con il tampone, tra l'altro proprio stamattina sono andato a fare l'ennesimo. Mauro Roderi, 50 anni, nel 2014 ha investito tutti i risparmi della sua vita precedente, da tecnico per la ricerca e l'estrazione di gas e petrolio in Europa e nord Africa, in questo allevamento alle porte di Crema, una scommessa vinta, ma adesso che l'attività è stata avviata rischia di pagare un caro prezzo al coronavirus, la pandemia lo ha costretto a licenziare l'unico dipendente e il futuro è incerto. Il rischio, ovviamente, è di un'eventuale chiusura comporta la fine di una attività per quanto mi riguarda. Purtroppo in Italia l'unico utilizzo per il visone è la pelliccia, perché non abbiamo numeri e non siamo strutturati per il riciclo di quello che rimane, in altri Stati vengono utilizzati per, vediamo Danimarca, biocarburanti, fertilizzanti, biogas. L'allevamento di visoni con AIP, l'associazione italiana pellicceria, parte di Confindustria e moda, è uno dei settori di vanto e le nostre pelli normalmente sono molto apprezzate all'estero, Ci sentiamo accusati di essere untori, noi non siamo untori, finché non ci sono allevamenti infetti, non ci sono casi di covid nei visori, per quanto ci riguarda i nostri bisogni non posso trasmettere niente.

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