Covid, Crisanti a Sky Tg24: Situazione è grave, agire subito

21 ott 2020

“Guardi, la situazione, lo dicono i numeri, è sicuramente preoccupante, anche retrospettivamente, guardando come stavamo a fine giugno e luglio. Se lei pensa che a quell'epoca avevamo 150 casi, sicuramente i numeri di oggi dimostrano che non si è fatto abbastanza per consolidare questi risultati e, allora, a questo punto, rimangono le solite misure restrittive che speriamo, anzi tutti quanti ci auguriamo che riducano i contagi e che non si arrivi a misure estreme di lockdown e, comunque, rimane sempre irrisolto il problema di come consolidare i guadagni fatti in questo modo, riducendo la trasmissione. Il problema è questo: una volta che abbiamo ridotto la trasmissione e supponiamo di ritornare a pochi casi al giorno, che facciamo? Come facciamo? Quale strumento abbiamo per tenerli bassi? Perché, altrimenti, si continua con questa altalena, che, obiettivamente, penso che sia estremamente distruttiva, sia per la qualità della vita delle persone che per l'economia.” “E qual è lo strumento, professore, a suo giudizio, visto che lei si occupa di salute pubblica?” “Guardi, lo strumento sono una serie di strumenti, ma, come è stato detto più volte e anche riconosciuto, questo è un problema che si sconfigge sul territorio. Bisogna creare una rete di controllo e di tracciamento sul territorio che permetta di bloccare le catene di trasmissione, altrimenti non se ne esce!” “Questa rete non c'è, professore? Questa rete c'è o non c'è?” “Mah, guardi, questa rete, se c'è, sicuramente non è sufficiente e già diverse Regioni hanno ammesso che non sono in grado di fare nessun tracciamento e non sono in grado di bloccare la trasmissione. Questo è il vero problema e questo è un problema che ci porteremo finché non viene risolto. Supponiamo che adesso questa ondata viene in qualche modo controllata. Ci vorranno probabilmente 4 - 6 settimane, nella migliore delle ipotesi, supponendo che tutto funzioni, e fra 4 - 6 settimane che facciamo? Rimuoviamo le restrizioni e i contagi ripartono? Bisogna interrompere questa catena, questa spirale! Questa spirale si interrompe soltanto creando un sistema di sorveglianza nazionale omogenea in grado di tracciare i contatti, in grado di fare tamponi o, per lo meno, qualsiasi altro strumento diagnostico a tutti quanti i contatti che permetta di isolare i contagiati in maniera sistematica. Guardi, la Cina, per isolare ed eliminare un focolaio di 15 - 20 persone, ha fatto 11 milioni di tamponi. Ora è chiaro, ormai, che la competitività di un sistema economico in questa situazione si vince bloccando la trasmissione del virus.”.

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