Covid, Farmaindustria: pronti a gestire vaccino a -80 gradi

11 nov 2020

Molte aziende di queste 11 hanno già cominciato fin da aprile, quando avevano un prototipo di vaccino che dava buone opportunità per poter arrivare fino in fondo, a produrlo, assumendosi il rischio di poi buttarla via questa produzione. Dunque, le speranze di avere presto un vaccino contro il covid-19 si fanno sempre più concrete. Inoltre non ci sono problemi a gestire un vaccino da conservare a meno 80 gradi. Lo conferma Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, che tranquillizza sulla possibilità di dover gestire un vaccino che necessita di temperature molto basse per la sua conservazione. È normale per noi avere già dei farmaci e dei vaccini che viaggiano a temperature sotto lo zero non è mai stato un problema. "È necessario programmare bene la distribuzione del futuro vaccino anti covid", ha precisato Scaccabarozzi, "ma le temperature sotto zero ai fini della distribuzione non sono un problema". La produzione dei vaccini richiede molti mesi di lavoro e studio, tempo che serve sia per predisporre macchinari, sia per sottoporre vaccini a centinaia di controlli durante la produzione e anche successivamente.Iin Italia dal 4 novembre, è attivo un gruppo di 15 esperti coordinato da Gianni Rezza, direttore della prevenzione al Ministero della Salute, la cui mission è organizzare la logistica, soprattutto il trasporto e la conservazione per rifornire del vaccino tutte le regioni, cosa che non sarà banale, anche perché per essere protetti servono due dosi a distanza di alcune settimane, quindi, almeno inizialmente, solo 13,5 milioni di Italiani beneficeranno di questo vaccino, ma, lo ha confermato anche il presidente di Farmindustria, le aziende che in tempi relativamente brevi presenteranno un nuovo vaccino sono almeno una dozzina.

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