Covid, i numeri della pandemia: il bollettino dell'11 maggio

11 mag 2021

7000 casa delle ultime 24 ore, un numero basso, l'accoppiata di numeri in due giorni consecutivi così bassi, dopo il dato di ieri, non si vedeva da un sacco di tempo. Questo conferma naturalmente che la curva è in ribasso, eccole qui, c'è poco da dire si vede a occhio. Però andiamo a vedere anche i tamponi, un martedì con così pochi tamponi, anche questo non si vedeva da un po', sono appunto 286 mila con pochi molecolari, la parte grigia anche è decisamente bassa, non siamo ancora appunto su un crollo dei tamponi però, indubbiamente, c'è un calo. Il tasso di positività, come sempre di martedì, scende rispetto al giorno prima e anche qui quello che importa, non è tanto il numero in sé, ma la forma di questo grafico che fa vedere appunto la discesa. Un dato ancora negativo è quello dei decessi giornalieri. Anche qui, non è tanto che risalgano, perchè ci sono le notifiche nel weekend che sono diverse, bisogna sempre andare a vedere un po' la media dei giorni che corrisponde di più all'andamento, quindi la curva, anche in questo caso si vede a occhio, è in discesa. Certo il numero assoluto continua naturalmente a fare impressione, 251 poi vedremo di nuovo una stima su quanto poteva essere alto oggi questo numero, se non ci fossero stati i vaccini, perché naturalmente per proteggere le persone ed evitare il decesso oggi, dovevano essere state vaccinate alcune settimane fa. Questo poi lo vedremo. Il dato migliore di giornata è quello delle terapie intensive che scendono in modo molto sostenuto, sono 102 posti in meno. Andiamo a vedere l'istogramma, che ci fa vedere questa colonnina verde molto molto lunga, eccolo qua, la più lunga da quando hanno cominciato a riscendere, quindi questo è un dato molto positivo. Gli ingressi in terapia intensiva per poco non confermano il dato di ieri, cioè sotto quota 100, sono 100 giusti. Anche questo però si vede che è una dinamica in discesa. I ricoveri hanno una loro tendenza ma è molto consolidata, scendono di 490 sul territorio nazionale ormai. Vediamo i cartelli 16 e 17, che sono interessanti, che riguardano le soglie di allerta in terapia intensiva nei reparti, le regioni che sono in soglia di allerta sono sempre meno, questo sono terapie Intensive e anzi oggi assolutamente probabile che Puglie e Valle d'Aosta sono scese sotto, quindi diventa quasi residuale il numero di regioni, per quanto molto popolose, perché la Lombardia è la prima, vediamo anche il cartello 17 con i reparti, resta solo la Calabria che è sopra la soglia d'allerta ma anche qui, appunto, la dinamica potrebbe far sì che anch'essa scenda sotto. C'è un dato Chiara molto rilevante secondo me, perché a quindici giorni dalla riapertura oggi in nessuna regione c'è un aumento, per quanto piccolo, delle terapie intensive e questo naturalmente la dinamica è più lunga quindi dice meno ma anche i ricoveri c'è solo un più uno in Molise che è un dato molto basso. In tutto il resto dell'Italia continua ad esserci il segno meno e questo naturalmente comincia, come abbiamo detto ieri, a porre il problema di "è troppo presto o i conti con la riapertura il 26 aprile possiamo già cominciare a farli?".

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