Covid, il bollettino dell'11 dicembre

11 dic 2020

Vediamoli questi dati delle ultime 24 ore. Con questi 18700 nuovi casi che sono in aumento rispetto ai giorni scorsi. Ma, come sappiamo, questo aumento dice poco. Vediamo i tamponi fatti che sono in aumento, ma restano meno di quelli che abbiamo visto anche solo una decina di giorni fa. Siamo ancora sotto i 200000 ma è un aumento consistente. Quindi i casi con il tampone aumentano e portano a una percentuale che vediamo nel terzo cartello che è al 9,8%. Ieri era 9,9%, è stata 9,9% anche alcuni giorni fa. Scende, ma il tasso di calo e la velocità del calo è diventata molto, molto più lenta rispetto a quelle che vista prima, quindi c'è una stabilizzazione sostanziale di questa curva, poi ne parleremo. Perché in realtà molte regioni scendono più marcatamente ma ci sono alcune eccezioni come la Puglia e Veneto dove questa percentuale per ragioni che abbiamo discusso tante volte, invece, sta salendo e quindi forse anche questo che incide sul dato nazionale. Vediamo i positivi sui nuovi casi testati, escludo quelli di controllo. Qui invece il calo sostanzialmente non c'è. Siamo a un dato del 24%, quindi, come vediamo, c'è una stabilizzazione anche qui abbastanza evidente. Non è una buona notizia perché se il dato è affidabile e qui c'è un asterisco, visto che sappiamo che la modalità di contare i tamponi ha avuto dei cambiamenti negli ultimi giorni. Questo vuol dire che il calo di queste percentuali o si è fermato, oppure è molto rallentato. Naturalmente, visto che andiamo verso una stagione di relative nuove aperture e questo ci fa potenzialmente trarre delle conclusioni, non troppo rassicuranti, poi ne parleremo con i nostri ospiti. I decessi restano moltissimi, sono 761, in calo rispetto a ieri, ma ancora un dato molto alto, soprattutto molto più alto della media dei giorni precedenti che aveva fatto sperare in una chiara inversione di rotta dopo il picco di 993 morti del 3 dicembre. Invece, restano ancora appunto moltissimi anche questo dato non è confortante. Ricordiamo che qui sono ancora gli effetti dei contagi anche di 3 settimane prima, e forse anche di più, in certi casi. Quindi, è abbastanza comprensibile, visto che il calo netto della curva del contagio è avvenuto sostanzialmente più o meno in quel periodo, però, certo, è un dato che lascia sempre un segno forte. La terapia intensiva, scendono di 26 unità, arrivano a 3265. Ormai il calo è ripetuto e costante tutti i giorni, non è marcatissimo perché 26 non è un grande numero, soprattutto se consideriamo che a incidere nel calo sono anche decessi. Quindi è assolutamente presumibile che se noi non contassimo i decessi per il calo delle terapie intensive, il calo non ci sarebbe perché appunto quella parte di calo attribuibile ai guariti o ai migliorati, non consentirebbe di superare i nuovi ingressi, che sono quelli che vediamo ora. Nelle ultime 24 ore sono stati tanti, un po' meno di ieri, ma 208 persone sono entrate in terapia intensiva. Abbiamo visto il saldo finale è di 26 in meno. Per arrivare da un numero all'altro, attualmente contano sia coloro che sono usciti per miglioramento, come detto, sia i decesssi. I ricoveri scendono ancora, buona notizia questa naturalmente, più di 500 unità ed è anche questa una tendenza ormai in atto da un paio di settimane con singole sparute eccezioni giornalieri che però non fanno variare la tendenza che è quella al calo dopo il picco raggiunto appunto circa 15 giorni fa.

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