Covid Imola, centro vaccinale in chiesa sconsacrata

17 mar 2021

Sotto la cupola della vecchia Chiesa dell'osservanza, l'immunità al virus dispensata dagli infermieri. Dentro il manicomio regionale, chiuso da un quarto di secolo; era luogo di culto. Spazi sottratti al passato per scrivere pagine di futuro, in un territorio travolto dalla seconda ondata di contagi. Oggi l'Auditorium è diventato il più importante dei 4 centri vaccinali di Imola. Organizzato su due linee di vaccinazioni: Pfizer e AstraZeneca. In questi giorni abbiamo dovuto rimodulare l'azienda delle vaccinazioni, a fronte comunque dello stop di AstraZeneca e attualmente abbiamo aperto una seconda lista, sfruttando le dosi di Pfizer che avevamo in riserva e le abbiamo destinate alle persone super fragili. Luigi, 85 anni, ci mostra la spilla con la primula. Ha completato il ciclo della vaccinazione. Mentre Rossano, 77 anni, a causa della sospensione di Astra Zeneca, dovrà attendere ancora qualche giorno. Dovevo fare il vaccino e mi è arrivato il messaggio che dice di sospendere. Qui somministriamo 300 dosi di vaccino al giorno; potremmo arrivare a farne il triplo se ci fossero le scorte sufficienti. Racconta il direttore dell'Azienda sanitaria e su AstraZeneca, se ci sarà un pronunciamento positivo per l'utilizzo del vaccino, confidiamo di recuperare le dosi in 4-5 giorni. Preferisce fare la puntura nel braccio destro o sinistro? A sinistra. L'accoglienza è affidata a volontari della Croce Rossa. La pandemia ha reso contagiosa la solidarietà. Quest'anno dovevamo fare un solo corso di formazione per volontari Croce rossa: ne facciamo tre. Ho 90 persone che due sere a settimana seguono i corsi online per diventare volontario di Croce rossa di Imola.

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