Covid, in Trentino aumenta pressione sulle terapie intensive

08 mar 2021

Il problema di questa tipologia di pazienti è che quando vengono ricoverati rimangono ricoverati per almeno una 15-20 giorni e questo incide sul turn over e quindi sulla possibilità di ricoverare altri pazienti. L'occupazione media delle terapie intensive è passata dal 24 al 29%, appena sotto la soglia critica del 30% in poco più di due settimane. La media nazionale è abbondantemente superata in alcune aree del Paese. Preoccupa la pressione sul sistema sanitario della provincia autonoma di Trento, dove i posti di terapia intensiva, in tutto poco più di 90, sono occupati da pazienti Covid per oltre il 50%. Un sensibile incremento di ricoveri iniziato 10 giorni fa. Dovesse continuare questo trend di occupazione dei posti letto, ci potremmo trovare in una di difficoltà nell'arco di 10-15 giorni. Dopodiché ci sono le situazioni emergenziali, vale a dire la conversione delle sale operatorie in posti di terapia intensiva. Situazione attribuibile alla maggiore aggressività delle varianti del coronavirus, in particolare quella inglese. Sicuramente ci sono alcune varianti, come quella inglese che ha una maggior capacità di diffusione. Questo ovviamente incide poi sul numero di persone che totalmente diventano tra virgolette, portatori del virus. La tipologia dei pazienti è cambiata rispetto a qualche mese fa? Sì, diciamo che le fasce d'età non sono quelle più estreme di cui si parlava soprattutto nella prima ondata. La maggior parte di questi pazienti hanno un'epoca di nascita che varia tra il 1951 al 1958, quindi pazienti tra i 60 e i 65 anni.

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