Covid, Inail: più morti e meno infortuni in 6 mesi

Sono due i parametri che ogni anno viaggiano sullo stesso binario ma che, in questi mesi di emergenza sanitaria e di lockdown nel nostro Paese, hanno preso strade opposte. Il primo riguarda gli infortuni mortali sul lavoro che sono aumentati del 18,3% rispetto ai primi sei mesi del 2019, anche a causa del virus: più uomini che donne, soprattutto over 55. Il secondo, invece, conta le denunce di infortunio da gennaio a giugno, che sono calate del 24,4% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Se si restringe ulteriormente il periodo di analisi da marzo a giugno, oltre tre denunce su quattro riguardano il contagio da Covid-19. Le conclusioni, però, si potranno trarre solo alla fine del 2020 o più in generale alla fine dell'emergenza. Al momento si tratta di un'analisi delle cifre pubblicate dall'Inail sul suo portale, che riguardano un lasso di tempo limitato: sei mesi, di cui due in totale lockdown delle attività non ritenute essenziali. Ad oggi, nonostante l'allentamento delle misure per contenere il virus, la situazione non è certamente è tornata alla normalità. E il termine del 15 ottobre potrebbe, per esigenze sanitarie, slittare in avanti, ma è possibile che alla fine dell'emergenza i dati forniti dall'Inail possano in qualche modo influenzare il decisore e le aziende anche sulle future modalità di lavoro.

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