Covid, la protesta dei tassisti a Napoli

28 ott 2020

Avevano detto che c'erano dei fondi stanziati per la categoria taxi, ma ci siamo sempre autofinanziati, quando mi vanno a chiudere bar, ristoranti, qunado vanno a chiudere una stagione teatrale, quando vanno a chiudere i cinema, quando vanno a chiudere il locale, io a chi porto? Daniele è uno dei tanti tassisti scesi in piazza a Napoli, come gli altri ha lasciato la sua auto parcheggiata a piazza del Plebiscito, dal mattino fino alla sera per protesta, non siamo toccati direttamente dalle restrizioni, ma paghiamo anche noi per le chiusure anticipate di ristoranti e bar, cinema e teatri, dopo il lockdown abbiamo messo in sicurezza le nostre auto e ora rischiamo di fermarci ancora. Abbiamo preso persone dall'aeroporto che arrivavano da Malta o dalla Spagna, che prima di prendere il taxi facevano il tampone e poi entravano in macchina, senza un tracciamento, noi perché siamo delle persone perbene e a spesa nostra ogni volta simao andati a fare dei tamponi, io l'ho fatto privato, come tutti i miei colleghi ogni 15 giorni perché abbiamo delle famiglie. Non abbiamo più la benzina e questo è grave. Anzi è mortificante dove si perde la dignità. Preoccupati anche baristi e ristoratori che dalle 18:00 possono lavorare solo con il servizio di asporto. In questo bar 7 dei 13 dipendenti saranno messi in cassa integrazione. Siamo costretti a mettere i collaboratori in cassa integrazione e noi a cercare di sopravvivere almeno noi perché con i fitti che abbiamo qui, con le utenze da pagare ogni mese non ci arriviamo a fine mese. Restrizioni che impensieriscono anche i titolari di luoghi storici come il Gambrinus. Napoli veniva da un momento molto bello, molto florido, il Natale scorso è stato un Natale record sotto vari aspetti, ho un tuffoal cuore insomma pensare che i numeri non possono essere più quelli di prima o comunque non ci si può lavorare perché adesso navighiamo a vista e ovviamente la preoccupazione è per il personale. Fortunatamente c'è la cassa integrazione, ma il mio pensiero va anche a tanti colleghi che purtroppo devono ahimè chiudere. Oltre 2700 i casi di contagio nelle ultime 24 ore a fronte di più di 14000 tamponi effettuati e il pensiero corre alla situazione degli ospedali già saturi, dalle terapie intensive ai pronto soccorso.

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