Roma, polemica su sicurezza trasporti

14 ott 2020

Che siano bus, metro, treni delle ferrovie ex concesse è evidente che il sovraffollamento dei mezzi pubblici nella capitale rappresenta tra tutti l'anello debole dell'intera catena di sforzi che si prova a fare per lasciarsi alle spalle l'emergenza sanitaria. Sono le 7:30 del mattino. Questa è la situazione sulla banchina della Roma-Viterbo. C'è chi deve andare a scuola e chi al lavoro. Tutti insieme stipati ad attendere il treno, che quando arriva si presenta così. Tutti, o quasi, con la mascherina come previsto, ma senza alcun distanziamento. Nessun metro di sicurezza anti-contagio a separare i passeggeri. “Io a casa posso far venire solo tre persone, qui si guardi intorno. Allora a casa mia io farò venire 50 persone. Chiamassero i Carabinieri e poi vediamo quello che succede”. E allora andiamo a vedere se va meglio in metropolitana. Siamo sulla Linea A. E' evidente che manca un contingentamento degli accessi, quel controllo invocato dal Comitato tecnico scientifico che in merito ai trasporti pubblici parla di situazione sicuramente critica. Vedo che sta entrando in metro, prende spesso i mezzi pubblici? “Sì”. E li trova affollati o viaggia tranquilla? “Molto affollati, nell'ultimo periodo sì, molto”. La metro in particolare? “No, anche gli autobus”. Quindi non viaggia per niente tranquilla? “No”. Mantenere la distanza in questa situazione resta un'utopia e a poco serve la mascherina - lo dicono gli esperti - in situazioni di grande assembramento. E allora il virus potrebbe viaggiare veloce proprio qui, sul trasporto pubblico, su autobus, tram, vagoni della metro, che, si è deciso ad agosto, possono riempirsi fino all'80%. Troppo forse, a guardare come corrono i contagi.

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