Covid, la tristezza degli under 18 per un anno senza sport

20 feb 2021

Vorrei ritornare ad abbracciare i miei compagni. Il 93% dei giovani si sente solo. Uno studio di Terres des Hommes mostra come in un anno di pandemia la quasi totalità degli under 18 non si senta ascoltata nel proprio confinamento anti contagio. Ostaggi di schermi, videogiochi, computer e cellulare, con il 61% che inoltre denuncia di essere vittima di bullismo o di cyber bullismo. Giovani a cui è stato tolto anche il tempo libero, quello che trascorrevano praticando attività sportiva, perché palestre, campi di calcio, da basket, scuole di danza, centri sportivi in generale sono chiusi o solo per il cosiddetto allenamento individuale. In un anno di covid gli sono state imposte molte regole e gli è stata tolta la socialità. Bambini e bambine, ragazzine e ragazzini e adolescenti che hanno molto da dire. Queste sono le loro parole. La cosa che mi mancava di più era stare con le mie compagne di corso ma ancor di più non poter esprimere le mie emozioni e dare agli altri tutto ciò che ho dentro. Tutto questo è parte e lo sarà per sempre, covid o meno. Ho avuto un sacco di difficoltà nella mia vita, ma io continuerò sempre a giocare a calcio. Vorrei tornare in campo con la squadra e sfondare quella porta. Mi mancano ancora di più le trasferte, quei 30 40 minuti di viaggio insieme ai compagni a parlare della partita o parlare della nostra vita fuori dal basket. Quando hanno chiuso le scuole di danza è stato come se una parte di me non esistesse più. La danza per me è vita. Per me il basket è quella cosa che mi rende molto felice e tira fuori il meglio di me. Quello che mi manca sono le partite, ma ancor di più le urla di mia madre fuori dal campo. O giocano tutti o non gioca nessuno. Le parole di ragazzi che incontriamo le scrivono su un foglio o sul loro cellulare. Se non alleni cosa fai? Ma principalmente sto a casa comunque sul letto, sul divano, capita di sentirsi soli quando appunto si è da soli a casa. E poi ci sono le società sportive con perdite nel 2020 valutate tra il 70 e e l'80%. Più costi e molto meno incassi. Società sportive che per molti ragazzi rappresentano anche un rifugio da situazioni difficili. Secondo l'associazione Telefono azzurro con il lock down gli abusi in famiglia sui minori sono aumentati del 45%. Ci sono i ragazzi meno fortunati che dicono chiaramente: ma se io non posso venire a danza e a casa non ci posso stare, dove vado? L'unica cosa che ci fermerà non sarà il covid ma il fischio dell'arbitro alla fine della partita.

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