Covid: monoclonali, al via sperimentazioni a Tor Vergata

23 mar 2021

I primi a sottoporsi alla sperimentazione al Policlinico di Tor Vergata sono due pazienti, una donna di 65 anni con una patologia di obesità e un uomo di 38 anni, immunodepressi, entrambi positivi al covid ma in forma lieve, non hanno bisogno di ossigeno e sono a casa. Per loro il rischio che la malattia possa degenerare è alto. Attraverso una flebo viene infuso endovena per un'ora un farmaco che neutralizza il virus bloccando un eventuale evoluzione della malattia. Si viene a creare un percorso in più perché in questo momento non abbiamo armi per bloccare l'evoluzione della malattia. Quindi i pazienti stanno a casa ma se hanno l'evoluzione si devono ricoverare. In questo momento la creazione di questo percorso in più è proprio per curare i pazienti a casa e impedire che abbiano un'evoluzione. Voglio sottolineare che ovviamente questo non riguarda tutti i pazienti, riguarda i pazienti che sono ad alto rischio di evoluzione, quindi in questo momento su questi pazienti ci stiamo focalizzando. La somministrazione di anticorpi monoclonali neutralizzanti in pazienti infetti da covid con lieve sintomatologia inizia in 13 strutture del Lazio. Per il momento si utilizza un singolo anticorpo monoclonale ma la ricerca sta andando avanti sperimentando diversi anticorpi. Stiamo in collaborazione studiando gli anticorpi monoclonali. Ne stiamo studiando di diversi, sia su modelli in vitro quindi modelli cellulari, sia su modelli in vivo quindi animali. Dopo insomma speriamo anche di avere ottimi risultati per procedere alle fasi successive. Anche in Lazio o ricoveri hanno subito un incremento, aumenta la pressione ospedaliera, anche se per ora la rete regge senza problemi. A Tor Vergata ad esempio, due reparti di medicina generale sono stati convertiti in covid aumentati di 40 posti i ricoveri, 10 letti in più in terapia intensiva.

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