Covid, pochi medici di famiglia per visite a domicilio

13 nov 2020

Da un lato ci sono i pronto soccorso messi a dura prova dall'affluenza di pazienti Covid e non solamente. Dall'altro, l'ordine dei medici di Roma che avverte "i medici di famiglia rifiutano le visite a domicilio perché preoccupati di prendere il Covid". Qualcuno ha paura ed è legittimo averne aggiungo io. È anche coscienzioso avere paura. Nel Lazio al momento sono 341 su 4600 i medici che si sono resi disponibili ad effettuare le visite domiciliari. Bisogna fare una diagnosi tempestiva che si fa attraverso un tampone. I colleghi si sono resi disponibili a fare questo tipo di attività anche a domicilio, ma stanno crescendo come numero, nella mozione volontaria che non vuol dire che gli altri non lo fanno. La regione sta lavorando per portare la macchina a regime entro dicembre, certamente in ritardo rispetto a quanto chiedevano i medici. Fino a gennaio e febbraio quindi alle persone non resterà che stringere i denti e adottare tutte le precauzioni di protezione. Non è banale andare a casa della persona con sospetto Covid. Qui non bastano soltanto più medici in campo. Bisogna mettere medici in campo che siano formati, protetti e capaci di gestire questo tipo di patologia.

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