Covid, stop della revisione Ema su monoclonali Lilly

03 nov 2021

Perché sono stati ritirati dal processo di revisione dell'EMA due trattamenti anticorpali di Eli Llliy per il Covid-19? Per l'Agenzia Europea del Farmaco rimanevano da affrontare in modo soddisfacente alcune questioni riguardanti la qualità dei medicinali. Ma la decisione, secondo l'azienda, non è basata su una preoccupazione di sicurezza o mancanza di efficacia del trattamento nei confronti delle attuali varianti presenti in Europa. Lilly ha specificato che non riusciva a produrre i dati. E adesso che cosa succede? I pazienti potranno ricevere i medicinali in base alle disposizioni nazionali. Stringendo il campo l'Italia, che ha utilizzato dall'ultimo report dell'AIFA 12.704 monoclonali, un quantitativo certamente scarso rispetto alla platea degli ammalati (nel computo ci sono i due di Eli Lilly, il Bamlanivimab e l'Etesemivab e gli anticorpi di Roche e GSK) potrà comunque continuare a farlo. Anche se Lilly prevede non necessarie nuove campagne di produzione in Europa, esistono appunto trattamenti similari di altre aziende. Le scorte, insomma, al momento ci sono. Semmai corriamo il rischio di sprecarle. I monoclonali sono farmaci biologici, hanno una scadenza a un anno e non tutte le regioni hanno dimostrato di saper utilizzare la risorsa che funziona se viene somministrata ai primi sintomi. Per questo l'Italia si è potuta anche permettere una donazione alla Romania.

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