Covid Torino, a Collegno parte progetto “I fight depression”

03 mag 2021

"Una giovane signora di 50 anni che si fa portare la spesa a casa, non esce più di casa autonomamente, addirittura è arrivata a disinfettare le raccomandate". Questo è solo un esempio di come la pandemia abbia acuito isolamento e fobie. Si stima che nell'ultimo anno i casi di depressione siano cresciuti del 30%. "Il campanello principale direi che è la sensazione di malessere che abbiamo fin dal mattino, magari con un risveglio precoce e questa mancanza di voglia di fare le cose, soprattutto le cose che piacciono. Si chiama anedonia questo ed è proprio uno dei sintomi iniziali caratteristici della depressione". Per contrastare questo fenomeno spesso sottotraccia la ASL Torino 3 da Collegno ha lanciato un progetto pilota, primo in Italia, che si chiama "I fight depression". Una piattaforma informatica a cui, chi è in difficoltà, può accedere gratuitamente per chiedere un aiuto psicologico in un momento così complicato. "A questa piattaforma si rivolgono persone che hanno depressione, o comunque sospettano di avere la depressione, che hanno difficoltà proprio a muoversi, che hanno difficoltà a raggiungere gli ambulatori o perchè sono distanti o per difficoltà motorie proprie. A noi si rivolgono soprattutto donne di età media sui 45-50 anni, occupate per circa la metà, che hanno sovente anche delle patologie concomitanti. Ci sono anche imprenditori e commercianti. Imprenditori ricordo, per esempio, un caso di un signore che aveva un catering, è stato completamente rovinato dalla pandemia e quindi è stato veramente a rischio di suicidio e per fortuna si è rivolto a noi". L'obiettivo è incoraggiare il più possibile queste richieste d'aiuto, perché riguardano il presente, l'oggi di molte persone, ma gli strascichi della pandemia saranno cicatrici dolorose soprattutto nella vita dei più giovani. "Sarà un periodo difficile perché ci lascerà dei segni molto importanti soprattutto, credo, nella popolazione più giovane, che è stata quella più colpita dal lockdown, non tanto dalla pandemia ma dal lockdown.

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