Covid, pubblicati i verbali della task force del 2020

09 giu 2021

Dalla prima riunione al giorno in cui fu reso noto il ricovero di Mattia, che abbiamo imparato a chiamare Paziente uno, sono i resoconti del gruppo, poi sostituito dal CTS, creato per coordinare quella che da lì a poco sarebbe diventata una vera e propria emergenza. A ordinarne la pubblicazione una sentenza del TAR del Lazio dello scorso maggio, che accoglieva un ricorso di Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d'Italia, a cui era stato negato l'accesso agli atti. Tema principale delle prime riunioni i voli provenienti dalla città di Wuhan, dai controlli effettuati su tutti i passeggeri non è stato rilevato alcun caso sospetto di Coronavirus, si legge in merito a un aereo atterrato a Roma Fiumicino. La situazioni epidemiologica della Cina, fino ad allora considerata troppo lontana, inizia a incutere qualche timore il 27 gennaio 2020. Aumentano i casi e per compensare la saturazione dei posti letto, vengono costruiti i due nuovi ospedali. Intanto in Italia due turisti cinesi risultano positivi, si tracciano i loro contatti e si studiano i loro spostamenti. Ma per Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dello Spallanzani, non esistono rischi rilevanti per la trasmissione. È il verbale del 31 gennaio 2020, lo stesso giorno in cui l'allora Consiglio dei Ministri dichiara lo Stato d'Emergenza, tutt'oggi in vigore. Nei primi giorni di febbraio la preoccupazione principale resta una: controllare chi arriva in aereo, ma si fa accenno per la prima volta anche alla disponibilità dei dispositivi di protezione individuale. Il 6 febbraio 2020 l'Istituto Superiore di Sanità suggerisce un piano per implementare i posti in terapia intensiva nell'eventualità che ci sia un'epidemia nel nostro Paese. Un'ipotesi che appare molto lontana, poiché si ritiene, come si legge il 7 febbraio, che in Italia non ci sia circolazione del virus, come del resto in Europa. Troppi pochi casi e una curva non costante per averne paura. Ottimismo che viene meno nel verbale del giorno dopo, quando si parla della limitata disponibilità dei dispositivi di protezione medica. Il 17 febbraio 2020 il Ministro Speranza chiede di aumentare in tutti i luoghi più affollati l'uso di gel idroalcolico. Si arriva così a quel 21 febbraio in cui l'Italia intera resta con il fiato sospeso ad ascoltare la notizia del paziente di Codogno. È in questo verbale, che più che altrove, emerge la preoccupazione per il tracciamento dei contatti e per la capacità di contenimento del virus delle prime ore.

pubblicità
pubblicità