Crisi aeroporti, Brunini: Recovery Fund anche per gli scali

10 nov 2020

Questa è la crisi peggiore nella storia del trasporto aereo, è profonda e sarà lunga. Oggi abbiamo perso i 3/4 dei nostri passeggeri. Siamo di nuovo in lock down ed è probabile che alla fine dell'anno forse vedremo un quinto del totale dei passeggeri del 2019. Una notizia veramente tremenda. Avete fatto una stima dall'inizio del lock down fino alla fine dell'anno? La stima era -75, adesso probabilmente sarà -80 perché con il secondo lock down chiaramente la situazione peggiora. Oggi il traffico sarà circa il 10% del traffico di un anno fa in questo preciso istante. Le ripercussioni sull'occupazione, quanti dipendenti rischiano di perdere il lavoro? Abbiamo 30000 persone che lavorano tra Linate e Malpensa, 3000 sono nostri dipendenti e il resto è l'indotto. Sappiamo che noi riusciamo ad utilizzare la cassa integrazione per circa il 30% che è poco rispetto al calo del traffico perché presidiamo l'infrastruttura, ma complessivamente la stima è che il 50% delle persone dell'indotto è in cassa integrazione. Quindi 30000 persone, 100000 comprese le famiglie sono a rischio. Prima dell'arrivo della pandemia avete fatto tanti investimenti sugli scali milanesi. Sì, l'anno scorso è stato il record degli ultimi 10 anni. 120 milioni di euro, avevamo un piano investimenti veramente importante, espansivo. Siamo stati costretti a ridurre. Gli investimenti che erano partiti li abbiamo continuati, per esempio la riqualifica di Linate è continuata, non aveva senso interromperla per cui i progetti avviati vanno avanti. Però abbiamo frenato tutto quello che era frenabile. Questo perché gli investimenti aeroportuali non rientrano tra gli obiettivi prioritari che il Governo intende centrare nell'ambito del programma della Next generation. Quindi sta dicendo che da soli non ce la farete? Da soli sicuramente non ce la facciamo. Noi dobbiamo assumerci la responsabilità di uscire da questa crisi come manager aeroportuali, è chiaro che è profonda e abbiamo bisogno di un pacchetto di misure di accompagnamento. Il primo giro di interventi economici non ci ha incluso. Noi però speriamo che in questo secondo giro, invece, il governo tenga conto della crisi, tenga conto dell'importanza che infrastrutture come le nostre hanno per la competitività di tutto il Paese, di Milano in particolare che una città globale.

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