Dopo mesi di apparente silenzio i fridays for future sono tornati a manifestare. Il movimento che lotta contro la crisi climatica, nato dalle proteste di Greta Thunberg, è tornato in 50 piazze italiane e in tutto il mondo. A Milano il corteo ha attraversato le vie del centro, un corteo pacifico a parte qualche momento di tensione con le forze dell'ordine davanti alla sede del Consiglio Regionale. Circa 2.000 persone, un colpo d'occhio meno di impatto rispetto alle ultime manifestazioni ma la rabbia e l'entusiasmo sono quelli di sempre. "Ormai non c'è più tempo. Dobbiamo rivendicare che noi giovani non abbiamo più tempo." Stiamo saltando le lezioni per darne una a voi, dice uno dei cartelli, la lezione è quella presa dalla scienza. I combustibili fossili sono responsabili del clima che cambia e che è già cambiato portando, ad esempio, anche alla siccità e ad altri eventi estremi. Per questo gli slogan prendono di mira l'industria del fossile e il Governo, accusato di non fare abbastanza contro la crisi climatica. A proposito di politica, quelli di oggi sono i primi cortei da quando a guidare il PD c'è una leader che parla di giustizia climatica, un tema caro al movimento. "E' tempo di smettere di parlare e iniziare ad agire. Infatti ci aspettiamo che Schlein dica no definitivo a rigassificatori e gas fossile. Le infrastrutture fossili ci legheranno a bollette più alte per i prossimi 10 anni e ci condanneranno nel futuro, come lo stanno già facendo nel presente." A manifestare non soltanto i giovani che non sono andati a scuola ma abbiamo incontrato anche adulti che hanno preferito venire qui in corteo e non andare al lavoro. "Siamo genitori, abbiamo figli piccoli e vorremmo che avessero un futuro.".























