Due inchieste. Sul naufragio davanti alle coste calabresi e sulla macchina dei soccorsi per stabilire cosa non ha funzionato. La procura di Crotone indaga a tutto campo. Ha aperto un fascicolo contro ignoti per ricostruire la catena delle responsabilità nei soccorsi dell’imbarcazione naufragata a poche miglia dalle cose crotonesi, in particolare su quelle sei ore intercorse tra le 23 di sabato sera quando l’aereo di Frontex ha avvistato e segnalato l’imbarcazione, parlando di un sovraccarico di persone, alle 4.30 di domenica mattina quando sono di fatto iniziate le operazioni di soccorso. Telefonate, mail e comunicazioni sono state chieste alla Guardia di Finanza e alla Guardia Costiera e messi agli atti dagli inquirenti che dovranno così stabilire chi ha mancato in cosa. Tra le comunicazioni anche il dispaccio del Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma emesso 23 ore prima del naufragio sulla presenza di una imbarcazione nel Mar Ionio. Il perché è intervenuta la Guardia di Finanza per un controllo di sicurezza e non la Guardia Costiera per un’operazione di salvataggio. Siamo a disposizione per ogni delucidazione ha fatto sapere la capitaneria di porto che ha già chiarito: saremmo stati in grado di soccorrere anche con un mare forza otto. Intanto è stato convalidato l’arresto del presunto scafista, un minorenne. Per gli altri due, maggiorenni, la convalida del fermo è stata già definita. Indagini che vanno avanti dunque anche per ricostruire la rete di scafisti che ha portato dalla Turchia l’imbarcazione con a bordo almeno 180 persone. Mentre continua il cordoglio dei crotonesi alla camera ardente dove arrivano ancora parenti e amici delle vittime e dei dispersi. Qualcuno attende sulla spiaggia di avere notizie come questi ragazzi che arrivano dalla Francia e dall’ Inghilterra e che qui cercano un loro amico. Ricerche che vanno avanti senza sosta sulla spiaggia di steccato di Cutro. Il corpo di un’altra vittima è stato recuperato come diversi oggetti personali, elementi utili per rintracciare identità e famigliari di chi era sull’imbarcazione naufragata domenica.























