Caso Csm, pm Storari indagato per rivelazione di segreto

05 mag 2021

É un atto dovuto, che in qualche modo lo stesso Paolo Storari si aspettava, la sua iscrizione nel registro degli indagati, con l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio. Nell'intricata vicenda legata alla presunta Loggia Ungheria e alla fuga di notizie che sta provocando un terremoto tra le toghe fino al CSM, il Pubblico Ministero milanese diventa così il primo magistrato formalmente indagato dalla Procura di Roma, per aver inviato un anno fa all'ex consigliere del CSM, Piercamillo Davigo, i verbali secretati dell'avvocato Piero Amara, in cui si faceva riferimento a una presunta nuova P2, che condizionerebbe il Paese. Una forma di autotutela, di fronte all'inerzia dei vertici della sua stessa procura, sostiene Storari, che per mesi aveva chiesto di acquisire i tabulati telefonici e indagare. Il perché della decisione di inviare quegli atti al CSM, senza però compiere un atto formale. Il PM milanese lo spiegherà ai colleghi romani sabato, quando è stato convocato. Prima di lui è stato chiamato a farlo lo stesso Davigo, che oggi viene sentito come testimone, per spiegare perché e dove, dopo essere andato in pensione, lasciò quegli atti poi divulgati alla stampa, secondo il PM, dalla sua ex segretaria, ora indagata per calunnia. A seguire con attenzione la vicenda, la Ministra della Giustizia Marta Cartabia e il Procuratore Generale della Cassazione Giovanni Salvi, che ha già annunciato possibili iniziative disciplinari. Intanto nella vicenda si inserisce la quarta procura, quella di Brescia, competente a indagare sulle toghe milanesi, per fare chiarezza su quanto avvenuto tra Storari e il suo capo, il procuratore Francesco Greco, accusato, di fatto, di aver tentato di insabbiare l'inchiesta sulla presunta Loggia Ungheria, il cui fascicolo, nel frattempo, è stato trasmesso a Perugia. Anche Greco starebbe preparando la sua difesa, attraverso un'accurata relazione da inviare alla Procura Generale e al CSM.

pubblicità
pubblicità