Csm, una settimana dalla bufera e il problema correntismo

07 giu 2019

È trascorsa una settimana dallo scandalo sul mercimonio delle toghe, iniziato con l'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex Presidente dell'ANM Luca Palamara. Inevitabili le reazioni politiche. Il Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, va da Mattarella per proporgli le linee di quella riforma di cui si parla da anni, ma non sarà facile trovare l'intesa con Salvini, in guerra con le toghe e che viene accusato di linciaggio per chi intende chiarire se sia normale che i magistrati che egli ritiene schierati, giudichino iniziative del Viminale. Intanto il vicepresidente del CSM, Davide Ermini, boccia l'ipotesi di sorteggio per le nomine dei vertici degli uffici giudiziari, perché sarebbe incostituzionale. "Una spina nel fianco del CSM è il famoso correntismo", dice Ermini, "è stato ed è utile guardare alle diversità di vedute, ma se va affidato un incarico in una Procura non si può guardare all'appartenenza". È intervenuto anche il Presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, che al Congresso sulla giustizia amministrativa, dichiara "Le istituzioni rispettino l'autonomia del giudice senza manovre, anche solo verbali, di delegittimazione". Arriva anche un invito ai togati di Magistratura indipendente, Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, ai quali viene espressa piena fiducia e totale solidarietà, a porre immediatamente termine la propria autosospensione e a riprendere, senza indugio, le attività consiliari. Un appello, infine, a respingere ogni tentativo di stabilire una correlazione, anche indiretta, con la loggia massonica P2, denunciando la calunniosità del parallelismo tra l'attività di una libera aggregazione di magistrati e quella di una associazione segreta, impegnata in un piano criminale di eversione dell'ordine democratico, mediante l'infiltrazione di apparati dello Stato e di rilevanti settori della stessa società civile.

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