Cucchi giudice si astiene su depistaggi: è un ex carabiniere

12 nov 2019

Il processo sui depistaggi per nascondere la verità sulla morte di Stefano Cucchi, che vede sul Banco degli imputati 8 militari dell'Arma, tra cui un generale e 3 colonnelli, inizia con un colpo di scena. All'apertura della prima udienza, il giudice del Tribunale monocratico, Federico Bona Galvagno, si astiene dal processo. I sospetti sulla sua imparzialità erano stati avanzati dalle parti civili il 22 ottobre scorso con questa istanza presentata al Presidente del Tribunale di Roma Francesco Monastero. “Abbiamo appreso proprio dalla lettura dello stesso provvedimento da parte del dottor Bona Galvagno che lui è un ufficiale dei Carabinieri in congedo, ha ammesso che è molto legato ad alcuni personaggi dell'Arma, partecipa a convegni ed eventi.” “D'altro canto, il giudice ha parlato di ragioni di opportunità che in qualche modo sono comprensibili. Ricominciano adesso a dicembre e vediamo che succederà.” E dopo l'Arma dei Carabinieri, la Difesa e l'Interno, ora anche il Ministero della Giustizia si costituisce parte civile insieme alla famiglia Cucchi e a Riccardo Casamassima, il carabiniere che per prima ha denunciato questi fatti, e i 3 agenti della penitenziaria, accusati nel primo processo e sempre assolti in ogni grado di giudizio. Un processo che si preannuncia complicato, al di là delle implicazioni che coinvolgono i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri. Riguarda un depistaggio che, secondo il PM Giovanni Musarò, ha toccato picchi da film dell'orrore, parole che non sono piaciute alla difesa. “Il luogotenente Colombo Labriola è quello che, non sottraendosi assolutamente alle domande dei pubblici ministeri né dei giudici della Corte d'assise nel secondo processo, ha rivelato tutto quello che era a sua conoscenza, producendo documenti utilissimi all'accusa.” “Per quanto riguarda la mia posizione personale, cioè il mio assistito, sono fantasie del Pubblico Ministero. Questo è un processo che si fonda, torno a dire con riferimento alla posizione del mio assistito, soltanto su sospetti.” Dopodomani nell'aula bunker di Rebibbia la sentenza del processo ai 5 Carabinieri, 3 accusati di omicidio preterintenzionale e per 2 di loro la procura ha chiesto 18 anni. Sempre giovedì, la Corte d'appello di Roma si pronuncerà nel processo bis ai medici che ebbero in cura Stefano Cucchi all'ospedale Pertini, dove ha perso la vita.

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