Cucchi morto per pestaggio: accusati tre carabinieri

17 gen 2017

Una storia che verrà forse riscritta a distanza di otto anni, quando ormai sembrava non ci potesse essere più un finale diverso. Ora, invece, potrebbero esserci dei precisi responsabili per la sua morte. Stefano Cucchi sarebbe stato, infatti, ucciso – dice adesso la Procura di Roma – e gli autori di quell’omicidio sarebbero i tre carabinieri che la notte del 16 ottobre 2009 lo arrestarono per droga nel Parco degli Acquedotti. È una svolta clamorosa quella che arriva dall’inchiesta bis aperta dai magistrati nel 2014. I tre militari, Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco, sono stati a lungo indagati per lesioni personali aggravate e ora la loro posizione si appesantisce. Omicidio preterintenzionale è la nuova accusa per la quale il ragazzo sarebbe morto sei giorni dopo l’arresto all’ospedale Pertini a causa delle loro percosse. Determinante nel nuovo corso delle indagini sarebbe l’ultima e discussa perizia d’ufficio del direttore dell’Istituto di medicina legale di Bari, Francesco Introna, che per la prima volta ricollega la morte alla frattura di due vertebre riportata da Cucchi, in un nuovo nesso di causalità tra violenze subite e decesso, finora mai riconosciuto. Con i tre militari, altri colleghi sono accusati di calunnia e falso. Tra loro, il comandante della stazione Appia, maresciallo Mandolini. I processi celebrati finora avevano portato solo ad assoluzioni: quella definitiva degli agenti penitenziari delle celle di sicurezza del tribunale romano e quella in appello dei medici del Pertini. Adesso potrebbe aversi una conclusione diversa.

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