Da Rebibbia e Sant'Egidio doni per i pazienti Spallanzani

24 dic 2020

In prima linea dal primo contagio l'Istituto Spallanzani lavora intensamente contro la pandemia. Proprio da qui partirà la speranza di una soluzione con i primi vaccinati domenica e da qui viene ora lanciato un messaggio nel giorno della vigilia di Natale, che riunisce i mondi della sofferenza. I malati di Covid chiusi nel loro isolamento e i detenuti di Rebibbia, i poveri della comunità di Sant'Egidio. Questi tre mondi fossero insieme in un ponte non solamente ideale, ma anche concreto. Questo virus è debole con i forti e prepotente fino alla letalità con i più fragili e fra i più fragili ci sono sicuramente i poveri. Bisogna sconfiggere il virus, ma bisogna sconfiggere anche le vecchie e nuove povertà. "L'albero della solidarietà" si chiama l'iniziativa con la quale Rebibbia e Sant'Egidio offrono una serie di doni ai pazienti covid dello Spallanzani, accompagnati da una lettera della direzione sanitaria. Il caffè Galeotto prodotto nella torrefazione del carcere romano dai detenuti che non hanno mai smesso di lavorare anche durante l'emergenza e alcuni regali confezionati dagli ospiti di una casa famiglia della comunità in un gesto che vuol far sentire meno soli gli ammalati che, come sottolineato da monsignor Paglia, richiama il primo Natale. La grotta di Betlemme è simile ai tanti i letti dei malati. Forse è un gesto d'amore che ci fa capire l'importanza e la verità più profonda di questo Natale che cade in tempo di pandemia. Oggi qui è davvero un buon Natale, nonostante tutti i problemi.

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