Dazi Usa, nella black list anche i nostri agrumi

18 ott 2019

Fernando De Florio è un imprenditore agricolo. Lo incontriamo nel suo agrumeto di Massafra. Qui, nel Tarantino, si concentra il grosso della produzione agrumicola della Puglia, la terza in Italia dopo Sicilia e Calabria. “Noi contiamo di avere degli effetti collaterali da parte dei dazi americani in quanto la mancanza di uscita di prodotto agrumario verso gli Stati Uniti potrebbe essere un motivo di una maggiore presenza, di una maggiore offerta di prodotto all'interno del mercato stesso europeo e pertanto potremmo avere un effetto dei prezzi anche ribassati proprio per la maggior offerta e la minore richiesta da parte del consumatore”. Ancora qualche settimana e le clementine del signor De Florio saranno pronte per il mercato, ci arriveranno, appunto, nel pieno della bufera dazi, ma forse faranno in tempo a non risentirne. “Quest'anno contiamo di non avere effetti negativi almeno per quanto riguarda la remunerazione degli agricoltori, in quanto nella produzione in tutta Europa, compresa anche la stessa Spagna che è la maggiore produttrice di agrumi, c'è una riduzione di prodotto, pertanto non dovremmo avere grossi problemi. Però una minore esportazione nei confronti degli Stati Uniti potrebbe comportare, certo, una presenza maggiore all'interno del mercato comunitario”.

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