Decreto pubblico impiego, nel mirino anche i finti malati

06 feb 2017

Dopo i furbetti del cartellino, quelli del certificato medico. Visto il fallimento delle ASL, verranno messi in campo provvedimenti ad hoc per smascherare i finti malati. È in arrivo un nuovo polo unico di medicina fiscale, che permetterà di rafforzare le ispezioni utilizzando i dati in possesso dell’INPS. Visite fiscali mirate, dunque, e controlli più volte al giorno, con armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità che oggi sono di quattro ore per il settore privato e di sette per il pubblico. Da rivedere per il Governo anche il sistema dei permessi. Nel mirino, in particolare, quelli previsti dalla legge n. 104 per l’assistenza delle persone con handicap. Obiettivo: colpire i fruitori dei permessi che spesso in questi anni hanno abusato di questo diritto. Novità che il Ministro Marianna Madia porterà all’attenzione del Consiglio dei Ministri a metà febbraio, nel decreto sul pubblico impiego, e che prevedono, tra le altre cose, il licenziamento con procedura accelerata non solo per chi timbra e poi va via, ma anche per altri casi di violazione colti in flagranza. Iter da concludere in 30 giorni, con sanzione massima per il dirigente che fa finta di non vedere. Nel decreto vengono poi elencati i casi, una decina in tutto, per cui gli statali rischieranno sanzioni o il licenziamento: dalla falsa attestazione della presenza in servizio, allo scarso rendimento, dall’accettazione di regali costosi fino all’abuso dell’auto di rappresentanza.

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