DiaSorin, primo test italiano per patente immunità virus

07 apr 2020

Un test sierologico tutto italiano, sensibile, rapido, semplice e utilizzabile su larga scala. Sarà disponibile entro un paio di settimane al massimo e lo ha elaborato DiaSorin, multinazionale della diagnostica, a meno di un mese dal lancio a metà marzo dell'esame molecolare per l'identificazione rapida della positività al virus. “Il test appartiene alla categoria dei test sierologici. Il suo scopo è quello di stabilire se un soggetto è stato esposto al virus non attraverso la determinazione dell'acido nucleico, come nel caso molecolare, ma attraverso la determinazione della risposta immune”. Gli studi necessari al lancio sono stati completati a tempi record dal Policlinico San Matteo di Pavia. “Un test su larga scala è fondamentale per poter combattere questa pandemia perché ci darà due informazioni fondamentali: la prima informazione è quanto questo virus ha circolato, e quindi quante persone possono ritenersi protette. Se facciano dei test che possono essere usati solo in qualche laboratorio non potremmo mai far studi di larga scala, quindi bisognava sviluppare una tecnologia che servisse veramente a tutta l'Italia per poter adottare le strategie migliori di protezione dei cittadini. Questo non è un problema - lo abbiamo capito tutti - della Lombardia o del Veneto. Questo è un problema dell'Italia e del mondo”. La pandemia generata dalla diffusione del coronavirus ci sta spronando a dare risposte rapide ed efficaci alle diverse necessità dei laboratori e degli ospedali, ha commentato Carlo Rosa, amministratore delegato DiaSorin. Il vantaggio del test sierologico della società di Saluggia, vicino Vercelli, oltre all'affidabilità, fondamentale per evitare pericolosi falsi negativi, sta nella capillarità di diffusione delle sue piattaforme, che sono 500 in tutta Italia. “La tecnologia Core Liaison, che è la nostra tecnologia proprietaria, consente di eseguire in completa automazione test con alta produttività. Abbiamo l'opportunità di avere a disposizione uno strumento appropriato che permette innanzitutto di stimare quale sia stata la circolazione del virus nella popolazione, determinare se un soggetto asintomatico ha avuto un'esposizione e poi, in particolare grazie a questa possibilità di identificare anticorpi neutralizzanti, eseguire lo screening dei donatori di sangue convalescenti, e poi anche, diciamo, decidere se una persona ha un certo grado di protezione”. Questo consentirà una mappatura completa del virus nel nostro Paese, indispensabile per sconfiggerlo.

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