Sempre più internauti restano intrappolati in Rete, divenendone dipendenti. Già identificata nel 1995, la dipendenza patologica da Internet o Internet Addiction Disorder (IAD), si dirama in: Fomo (la paura di “esser tagliati fuori” dai social), Ringxiety (l’ansia da smarphone) e infine Rextiety (l’ansia da messaggio). La dipendenza patologica da Internet è una DROGA INVISIBILE con mille fonti: social network, porno, giochi e scommesse online e persino l’e-shopping compulsivo. I problemi naturalmente si ingigantiscono in caso di “sconnessione” dalla Rete, quando ad esempio si è a corto di batteria, credito o di copertura, può scatenarsi la Nomofobia, il timore ossessivo di non essere “raggiungibili”. Unadipendenza che colpisce per lo più i ragazzi tra i 18 e i 25 anni, con bassa autostima e problemi relazionali, ma anche non risparmia ben il 53% di utenti (anche adulti) di telefonia mobile, garantendo loro degli “autentici” stati d’ansia. Da Internet o dal cellulare come suo veicolo, è quindi una vera DIPENDENZA, capace di generare crisi di ASTINENZA con attacchi di panico, vertigini, tremore, mancanza di respiro e tachicardia, tutti sintomi tipici delle dipendenze da droghe e alcool. Ladipendenza da Internet interferisce nella produzione di dopamina, incoraggiando a svolgere attività che credono diano loro PIACERE. Inoltre, sia gli internet dipendenti che i nomofobi soffrono di vamping, che porta a destinare intere ore notturne ai “social”, mantiene i dipendenti in costante stato di allerta, provocando alterazioni cerebrali simili a quelle della dipendenze da droga. L’allarme dipendenza da Internet riguarda anche l’Italia, che ha rilevato stati importanti di ANSIA E DEPRESSIONE in 900 MILA giovani (18/25 anni), con maggior diffusione tra le ragazze. .























