Dpcm, Toti: Regioni chiedono chiusura dei confini alpini

01 dic 2020

Il Natale con il Covid sotto l'albero si avvicina, il Governo è impegnato a limare le misure che dovranno disciplinare i comportamenti degli italiani. La curva dei contagi si raffredda, ma questo non significa che l'esecutivo è pronto a santificare le feste all'insegna del lassismo. Il Dpcm dovrà essere approvato entro giovedì, per non lasciare il Paese senza una bussola sotto le luminarie natalizie. La conferenza delle regioni si è riunita per presentare al Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia delle proposte unitarie tra cui la richiesta di maggiore trasparenza nel processo decisionale e di tempi più brevi per il passaggio da una zona colorata all'altra, la priorità deve essere evitare gli assembramenti. Quanto agli impianti sciistici, la proposta di governatori è riaprire per i turisti, gli alberghi e i proprietari di seconde case. La chiusura dei confini, ovviamente, del Paese per evitare che il nostro pubblico vada ovviamente a sciare in paesi dove appare verosimile che gli impianti saranno aperti. La Svizzera lo già sta facendo, l'Austria e la Slovenia. Vedremo come si comporterà la Francia. Anche se l'Italia a ridosso del 25 dicembre dovesse tornare ad essere tutta gialla questo non sarebbe sinonimo di libertà di circolazione tra le regioni, ma si pensa a una deroga per consentire ai non residenti di raggiungere la famiglia. C'è poi la questione del ritorno tra i banchi, il rientro in classe per tutti scatterebbe il 6 gennaio. A chi ha fretta di tornare alla piena libertà il segretario del PD Nicola Zingaretti si affida ad un proverbio, a chi dice riapriamo tutto risponde: "errare è umano, perseverare è diabolico". Anche i comuni nelle prossime ore incontreranno il Governo. Mia figlia ha 11 anni, la più piccola e oggi mi chiedeva se il 24 saremmo stati tutti insieme e gli ho spiegato che non si può fare, lo dobbiamo fare soprattutto per tutelare i due nonni che hanno superato i 75 anni entrambi. Nelle linee guida che saranno pubblicate mercoledì dalla Commissione Europea sulle misure anti covid si chiede di considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendoli con iniziative on line in TV o alla radio.

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