Edificio occupato, cardinale: mi assumo responsabilità

13 mag 2019

“Mi assumo tutta la responsabilità” dice il cardinale Konrad Krajewski, che d'altra parte aveva già lasciato la sua firma, un biglietto da visita sul quadro elettrico del palazzo occupato di Via Santa Croce in Gerusalemme a Roma. È stato proprio lui, l'elemosiniere del Papa a calarsi nottetempo nel tombino e riattivare la corrente elettrica staccata una settimana fa per una morosità di oltre 300.000 euro. Un atto non privo di conseguenze, sarebbe, infatti, già stato presentato un esposto contro ignoti in Procura, per violazione dei sigilli, la manomissione della cabina, considerata pericolosissima dai tecnici, senza considerare la polemica politica. A Matteo Salvini, che lo ha invitato a saldare il conto delle bollette arretrate, Krajewski risponde: “Pagherò anche le sue”. E ricorda “Ci sono quasi 500 persone in quel palazzo, un centinaio di bambini”. Ma anche il Ministro dell'Interno insiste, sostenere l'illegalità non è mai un buon segnale. Ci sono tanti italiani che sono in difficoltà, ma le bollette le pagano. La vicenda ripropone il dilemma dei confini, quelli che stanno tra l'atto di umanità e il rispetto della legge, la solidarietà e lo stato di diritto, inserendosi, scrive l'ex procuratore Carlo Nordio sul Messaggero, in quel pericoloso indirizzo di anteporre alle norme vigenti, i propri convincimenti morali, che ha ispirato il Sindaco di Riace. Il riferimento è a Mimmo Lucano, Sindaco del paese calabrese, che per le sue politiche di accoglienza ai migranti è stato sospeso e rinviato a giudizio. Krajewski, scrive Nordio, non è un Sindaco ma, a tutti gli effetti, cittadino dello Stato Vaticano.

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