Emergenza migranti, tre ong fermano soccorsi

14 ago 2017

La sicurezza nel Canale di Sicilia non è garantita. Le minacce nemmeno poco velate della Guardia costiera libica fanno paura e tre ONG, Medici Senza Frontiere, Save the Children e Sea Eye, decidono di sospendere le attività di ricerca e soccorso dei migranti in mare. La Libia, infatti, non vuole nessuno nelle proprie acque territoriali, estese fino a 70 miglia dalla costa. Il rischio è quello di diventare bersaglio per le mitragliatrici e le motovedette africane. Dunque, almeno per il momento, queste tre ONG hanno fatto un passo indietro. Per il Viminale, l’ipotesi più percorribile per evitare altri morti in mare è quella di utilizzare le navi messe a disposizione dall’Europa con l’operazione Triton, ma anche queste, per entrare in acque territoriali, devono essere autorizzate dal Governo di Tripoli. Insomma, una situazione sempre più calda nel Canale di Sicilia, soprattutto nei centri di detenzione per migranti della Libia, dove sono stati riportati i passeggeri di molti barconi fermati dalle motovedette prima che potessero raggiungere le acque internazionali. Intanto, i numeri degli arrivi di migranti in Italia dal mese scorso sono diminuiti, stando almeno ai dati forniti da Frontex. Rispetto al mese di giugno, infatti, gli arrivi sono calati del 57%. In totale, dall’inizio dell’anno e fino a luglio, sono giunte nel nostro Paese 93.900 persone, un dato in linea con quello dello scorso anno. Perlopiù sono arrivati migranti dalla Nigeria, dall’Eritrea, dal Sudan e dal Mali. Il calo degli arrivi, secondo le stime di Frontex, sarebbe stato generato dalle cattive condizioni del mare dall’inizio di luglio e dalla instabilità politica di Sabrata, il porto libico dal quale si registra il numero più alto di partenze verso l’Europa.

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