Emergenza virus, al via nuove restrizioni a Bologna

11 nov 2020

Al diciassettesimo piano del Palazzo della regione Emilia Romagna, il confronto istituzionale è continuo, il presidente Bonaccini dal suo ufficio in stretto contatto con i governatori di Veneto e Friuli Venezia Giulia si vuole pianificare una linea comune per ridurre la curva dei contagi, Sindaci, prefetti e parti sociali della regione, si cerca il coinvolgimento più ampio per i nuovi provvedimenti, misure più restrittive, soprattutto nel fine settimana. Troppo affollati piazze, parchi commerciali, vie dello shopping, aree verdi e lungomare, ma non significa necessariamente un cambio di colore della regione, l'Emilia Romagna al momento resta gialla. Dobbiamo capire qual è l'andamento epidemiologico, perché finora è stato un andamento esponenziale e ci si deve interrogare se provvedimenti, anche di natura nazionale, progressivi possano arginare una curva esponenziale. Se invece i provvedimenti adottati con l'ultimo Dpcm che ci collocano per esempio, zona gialla e con ulteriori provvedimenti anche non dovuti, ma che noi intendiamo prendere con le altre regioni, dovessero diciamo in qualche modo abbassare il livello del passo epidemiologico allora questo ci darebbe ovviamente un po' più di respiro. Sono stabili gli ultimi numeri dei contagi, spiega l'assessore regionale alla salute e conforta il tasso di positività, ossia il rapporto tra nuovi positivi e test effettuati, intorno al 10 %, ben al di sotto della media nazionale del 17 %. Noi abbiamo assunto 5000 professionisti sanitari, medici, infermieri, Oss, il personale tecnico e amministrativo, siamo praticamente al passo con quello che indica il Governo come livello ottimale di terapia intensiva che abbiamo costruito durante l'estate, abbiamo decuplicato 10 volte tanto il numero di tamponi che facevamo nella primavera scorsa e abbiamo formato oltre 60 unità operative sul territorio che vanno a domicilio dei pazienti. Per ora, è la valutazione dell'assessore, le scuole elementari e medie possono restare aperte, mascherine obbligatorie, ma serve la coesione dei cittadini che ha caratterizzato la prima fase dell'emergenza, uso dei dispositivi di protezione personale e rispetto della distanza sociale.

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