Emergenza virus, nel Dpcm governo punta a nuova stretta

11 gen 2021

Il nemico nel mirino governativo si chiama terza ondata, per questo il nuovo DPCM che entrerà in vigore dal 16 gennaio dovrebbe essere rigoroso in scia con misure che hanno scandito le feste natalizie. La partita è tra il governo e le regioni che contestano alcune ipotesi messe sul tavolo da Palazzo Chigi. Tra queste la possibilità di far scattare automaticamente la zona rossa, nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per centomila abitanti, dall'altra parte, alle già note zone gialle, arancioni e rosse potrebbero aggiungersi le zone bianche, anche se per arrivare a questo scenario soft servirà un indice di contagio, l'RT, sotto lo 0,5 che non è facile da raggiungere, solo in questo caso sarà possibile riaprire tutto o quasi senza limitazioni, musei compresi. Il ministro della salute, Roberto Speranza, ha proposto ai governatori l'abbassamento degli indici di rischio per facilitare gli ingressi in zona arancione delle Regioni ad alto rischio, mentre resta la stretta che prevede con un RT a 1 di andare in arancione e con 1,25 in zona rossa. Sulla scorta dei casi di cronaca degli ultimi giorni l'obiettivo è scongiurare assembramenti e feste illegali, per questo dovrebbe essere vietato l'asporto dai bar di cibo e bevande a partire dalle 18:00 e verrà esteso il divieto di spostamento tra le regioni, anche tra i territori in zona gialla. Nel nuovo decreto dovrebbe essere confermata la norma che prevede la possibilità, di una sola volta al giorno e per un massimo di due persone, oltre a minori di 14 anni, di andare a trovare amici o parenti. Resterà il coprifuoco per tutti dalle 22:00 alle 5:00 del mattino, sembra poco probabile invece la possibilità di istituire i weekend arancioni, in tutta Italia le giornate di sabato e domenica avranno le stesse limitazioni delle zone di appartenenza. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine, cosi come i teatri e i cinema. Nel frattempo nelle scuole superiori sono tornati in presenza al 50% solo gli studenti di 3 regioni, Toscana, Abruzzo e Valle d'Aosta, per tutti gli altri ragazzi il ritorno tra i banchi sarà a macchia di leopardo nelle prossime due settimane.

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