Emergenza virus, nuove restrizioni a Milano

23 mar 2020

Amministrativi pubblici e privati della Lombardia, da oggi, a casa, tranne per i servizi essenziali di pubblica utilità per i quali è necessaria la presenza fisica negli uffici, come per esempio gli anagrafici del Comune. È in vigore l'ordinanza 515 che pone ulteriori divieti in più ambiti, firmata dal governatore Fontana, per contenere la curva dei contagi. Se la situazione perdura diventa difficile sopperire alla mancanza di fatturato evidentemente. Mi sono fatto l'idea che stiamo perdendo tempo, che già abbiamo perso due settimane e ne stiamo perdendo ancora. Queste misure o vengono fatte o non vengono fatte, la via di mezzo non esiste. Sono misure giustissime, sarebbe ora che ognuno di noi calasse un po' questa corsa all'individualità e basta. A chiudere, tra l'altro, tutte le strutture ricettive: alberghi, agriturismi. Entro 72 ore gli ospiti dovranno lasciare le stanze. Saranno aperti solo quelli coinvolti nell'eventuale esigenza collegata agli interventi sanitari. L'ordinanza vieta, inoltre, l'assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici, le sanzioni fino a 5000 euro. Vietati sport e attività motorie all'aperto, anche singolarmente, se non nelle immediate vicinanze della propria abitazione. Controlli a tappeto in Regione per verificare il rispetto delle nuove direttive. Dalla Prefettura di Milano i dati sulla città metropolitana: nelle ultime ore, su quasi 6.000 controlli, 525 sono stati denunciati perché in movimento senza le effettive ragioni di estrema necessità. Risponderanno dell'articolo 650 del codice penale. Tre i denunciati per aver reso falsa testimonianza. Potenziati anche i servizi di pulizia e sanificazione della città nella speranza di bloccare un virus subdolo, che resiste anche molte ore sulle superfici.

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